Primum vivere, deinde privatizzare
Le vicende economiche penalizzanti e quelle giudiziarie che coinvolgono Finmeccanica e dintorni si intrecciano in modo perverso e sembrano in grado di distruggere la credibilità dell’ultima grande azienda pubblica erede dell’Iri. Naturalmente i reati, se sono stati effettivamente commessi, rappresentano responsabilità penali personali, con un occhio collettivo a quei predicatori di morale dell’Udc.
8 AGO 20

Le vicende economiche penalizzanti e quelle giudiziarie che coinvolgono Finmeccanica e dintorni si intrecciano in modo perverso e sembrano in grado di distruggere la credibilità dell’ultima grande azienda pubblica erede dell’Iri. Naturalmente i reati, se sono stati effettivamente commessi, rappresentano responsabilità penali personali, con un occhio collettivo a quei predicatori di morale dell’Udc, ma la Borsa ha già reagito a questo viluppo avvelenato facendo sprofondare la quotazione dei titoli, assai al di sotto del valore intrinseco dell’azienda. Pesano, certo, i rapporti opachi e le contese con il potere, a cominciare dalla disfida tra Finmeccanica e ministero dell’Economia, che ovviamente ha nuociuto a entrambi.
Ora l’urgenza più evidente è quella di salvaguardare quanto possibile l’impresa dalla speculazione ribassista, che forse punta anche a impadronirsi per quattro soldi di un soggetto dotato di solide capacità tecnologiche e di un vasto mercato. Il settore degli armamenti è ovviamente assai delicato e in molti paesi, non solo in Italia, è direttamente controllato dallo stato. Questo non significa che non possa essere considerata la prospettiva di una privatizzazione, così come non sarebbe uno scandalo pensare a mettere sul mercato aziende pubbliche come la Rai, e forse anche quelle legate al settore energetico (naturalmente reciprocità, oggi non garantite, con i partner europei).
Oggi, però, al governo si chiede in primo luogo di salvare la credibilità di un campione nazionale, intervenendo se necessario con un commissariamento o con altre misure radicali, senza guardare in faccia nessuno, se non l’interesse pubblico. Lasciar pensare che in questo momento Finmeccanica sia facilmente scalabile significa accettare una svendita, un depauperamento ingiusto del patrimonio pubblico, senza contare il segnale di via libera che in questo modo si darebbe alle speculazioni ribassistiche, con effetti davvero devastanti.